Aikido


martedì 11 ottobre 2016




Il Blog si è trasferito

Visitaci al nuovo indirizzo  https://aikinokokoro.wordpress.com/



Lezioni il giovedi dalle 20.00 alle 22.00
presso la palestra delle scuole medie "A.Vassallo"
Via Prof.Don Cavallera - Boves - Cuneo

Info

sito :https://aikinokokoro.wordpress.com
mail :info.aikinokokoro@gmail.com
cell :339/3628531

E' possibile iniziare in qualunque periodo dell'anno

 

mercoledì 2 marzo 2011

Uchi Deshi all' Integral Dojo

Prima di scrivere queste righe ho aspettato qualche tempo per riordinare le idee e lasciar sedimentare emozioni e pensieri nati da questa esperienza, e ora rimango sorpresa a scoprire di come colori e sensazioni continuino ad essere caldi e vividi come se li avessi appena vissuti.

La fine del 2010 coincideva con l’anniversario del nostro 25° anno di matrimonio e volevamo festeggiare adeguatamente la ricorrenza: tornare nella romantica e bellissima Parigi……..passeggiare tra le luci natalizie della Fifth Avenue…………..rilassarsi su un lettino di una spiaggia assolata o………..due settimane da uchi deshi?

Vada per l’ultima, per una ricorrenza come questa ci vuole qualcosa di speciale, keikogi in valigia e via si parte per Tel Aviv destinazione l’Integral Dojo di Miles Kessler Sensei.
La scelta non è casuale, ho conosciuto Miles diversi anni fa a Modena in occasione di un suo seminario: mi è piaciuto subito e da quel momento ho iniziato a seguirlo in alcuni dei suoi seminari europei.
Con la sua grande comunicativa e disponibilità riesce a farmi sentire a mio agio anche quando inevitabilmente incontro difficoltà nella pratica, riuscendo sempre a stimolare la mia curiosità ed a farmi arrivare in profondità …. a quello che io definisco “il mio nucleo”.
Miles è proprio il Maestro giusto per questa mia esperienza da uchi deshi!

Il programma giornaliero è intenso e comprende lezioni di Aikido, sedute di meditazione e tutte quelle attività necessarie per la gestione del Dojo e dei suoi abitanti, quindi pulizia del tatami (prima e dopo ogni attività), dei locali del Dojo, occuparsi della spesa, cucinare, lavare i piatti, fare il bucato, stendere etc.

Si condividono spazi, doccia e servizi igienici, si mangia tutti insieme e si dorme sempre insieme sul tatami.

Forse la cosa più complicata può sembrare la convivenza con persone che non si conoscono, diverse da noi sia per carattere che per cultura.
Ma in realtà non è così, perché ci si scopre tutti animati dalla stessa intenzione e dalla voglia di stare insieme e condividere questa esperienza e sono bastati davvero pochi giorni per sentirmi “a casa”

Oltre a noi due, ormai ex ragazzi, altri 8 uchideshi, un ragazzo ed una ragazza danesi, due ragazze israeliane, due ragazzi e una ragazza tedesca e una ragazza canadese.
Un piccolo melting pot di culture, abitudini e lingue diverse fatto di rispetto e attenzione reciproche e unito da una grande passione per l’Aikido.


E i ricordi corrono anche a tutti gli altri allievi del Dojo coi quali abbiamo praticato, scherzato e ballato la salsa sotto una tenda nel deserto del Neghev.
Nonostante le difficoltà linguistiche, è stato bello riuscire a comunicare grazie al linguaggio non verbale dell’Aikido e scoprire di avere anche altri interessi che ci accomunavano e ora ho molti più Aiki Friends.



Anche la pratica sul tatami non sfugge a questi principi e riflette l’atmosfera generale: è intensa, coinvolgente,bellissima!

Prima ho accennato ad una delle attività previste dal programma:la meditazione Vipassana.

In una delle prime sessioni, ci è stato chiesto di esplorare gli aspetti personali su cui avremmo voluto lavorare nella pratica dell’Aikido, lasciando che la risposta nascesse spontanea e non fosse frutto di ragionamento o premeditazione. Questo ci avrebbe permesso di lavorare su una motivazione profonda. Ed ecco affiorare le parole “non resistenza” e “accettazione”, ripresentatesi ancora nel corso della mia permanenza a conferma che evidentemente era proprio quello su cui dovevo lavorare.

Così mi sono resa conto che portando l’attenzione su questi concetti, sia nella pratica dell’aikido che nella quotidianità, avevo la possibilità di accettare i miei limiti e le mie paure e in alcuni momenti di sentirmi completa e libera.
Una sensazione bellissima: sentivo che tutto era perfetto e in armonia ed io ne facevo parte ….potevo esprimere me stessa e sentire il mio “nucleo”.

Mi sono resa conto che questa esperienza è servita a farmi capire quanto fosse forte la voglia di esplorare e scoprire qualcosa di nuovo su me stessa.
Ho avuto bisogno di questo viaggio per capire che avevo già iniziato a percorrere questo cammino molto prima di partire, ma non ne ero ancora cosciente.

Questa per me è stata l’ulteriore conferma di come l’Aikido agisca a livello profondo, anche quando non ne siamo consapevoli, e rappresenti un bellissimo
percorso di crescita ed evoluzione personale.
Tutto questo, se possibile, ha reso ancora più forte il mio amore per l’Aikido.

lunedì 24 gennaio 2011

Il bello dell’Aikido

Mi scopro ad osservare ancora una volta la vita che passa sul tatami.

Sto pensando alla nuova vita che cresce nel bel pancione di Elisa, una mia allieva che ha scelto di continuare a praticare l’Aikido anche in questo particolare e bellissimo momento della sua vita.

La sua presenza sul tatami durante la pratica è bella per la naturale semplicità con cui Elisa si adatta alla trasformazione del suo corpo, per il sentimento di condivisione che ci unisce ancora di più, per la maggiore attenzione che tutti noi abbiamo sviluppato nei suoi confronti rendendo la nostra pratica ancora più bella e coinvolgente.

Queste sensazioni le avevo già provate qualche anno fa, quando Sonia come Elisa ha scelto di continuare a praticare in gravidanza e l’ha fatto fino a pochi giorni prima della nascita del suo bimbo.

La serenità, la grazia, l’armonia e la consapevolezza così evidenti nella pratica di queste ragazze, per me rappresenta l’Aikido in una delle sue meravigliose espressioni: quella di una donna portatrice di nuova vita essenza stessa dell’armonia e dell’evoluzione.

Grazie anche a questa esperienza gioiosa e bellissima, sono sempre più convinta che l’Aikido sia un percorso di condivisione, crescita ed unione fatto di tecnica, costanza passione ma soprattutto di tanto cuore.

martedì 21 settembre 2010

International Aiki Peace Week - Events


Photo: "To Reconcile the World" - copyright by Jan Watson, 1979


There are a number of events coming up to celebrate and commemorate Aiki International Peace Week.

Kayla Feder Sensei and Brandon WilliamsCraig are offering a special class at Aikido of Berkeley on September 21st. Robert Kent, the President of Aiki Extensions will be present at the training. You can ask him about the work of Aiki Extensions, Peace Camp and other efforts to use Aikido as a bridge for international understanding.

Aikido of Bodega Bay will dedicate the training on Monday, September 20th, to Aiki International Peace Week. This will be held at Shugyo Center, outside Sebastopol from 5-6 PM.

And The Shift Network has created a virtual peace summit. Featured will be Nobel Laureate Betty Williams, Ambassador John McDonald, Rep. Dennis Kucinich, 13 Indigenous Grandmothers and other speakers and those who have tirelessly worked for peace. Recordings of the events leading up to and including those follow during Peace Week can be downloaded at Calendar/recordingspage. (It appears you need to log on to obtain this.)

Remember, participating is as easy as signing up your dojo or community. You do NOT need to be an Aikido dojo. Any martials dojos or schools are welcome.

A small step forward for a big global change. Please contact Aiki Extensions for more information about how you can join in this world-wide movement.

Just image what we can all do together.

By Paul Rest from www.examiner.com

lunedì 5 aprile 2010

L'evoluzione della risposta di Miles Kessler Sensei

Un tentativo di traduzione dell'articolo "L’evoluzione della risposta"

Sotto la versione originale in inglese

Quando guardiamo all’aikido inserito in un contesto integrale, una delle prospettive a cui dobbiamo guardare è quella dei livelli di consapevolezza. Effettivamente, parlare di livelli alti o bassi è un modo rigido di classificare che sembra andare contro la filosofia di armonia e conoscenza dell’aikido.
Comunque, sono convinto che aprirsi a questa prospettiva ci dà un orientamento importante che ci aiuta ad aumentare e trasformare le nostre tendenze più basse e quindi sviluppa ed attualizza i nostri più alti potenziali nell'arte.

Molte persone accetteranno la teoria dell'evoluzione, che tutto si evolve, dagli organismi, alle società, alle tecnologie, alle organizzazioni. Ma quando applichiamo l’evoluzione al livello della conoscenza, che ci siano prospettive alte e prospettive basse, c’è chi trova difficile ad accettarle.

Ciò che segue è un tentativo di guardare a questa traiettoria evolutiva per applicarla alla nostra pratica dell’aikido. Specificamente, voglio guardare al nostro campo primario di pratica in aikido, conflitto e stress. Ed a come scegliamo di rispondere (al conflitto e allo stress).

Per fare questo userò una scala con 7 livelli di risposta alle situazioni di stress (queste corrispondono approssimativamente ai 7 chakra). Questi livelli sono basati approssimativamente sugli insegnamenti di Deepak Chopra, ad un seminar al quale ho partecipato. Mentre parlava dei 7 livelli, sono rimasto colpito in quanto corrispondevano esattamente al mio sviluppo ed al (mio) lavoro con gli (i miei) studenti di aikido. Ho elaborato l’insegnamento originario con riferimento a cosa io vedo nell’aikido. Ho anche aggiunto le distinzioni di “via alta/via bassa” per creare un chiara distinzione di cosa è “la via” e cosa non lo è in aikido.
Devo comunque ammettere che questo per me è ancora un lavoro in corso, e che devo ancora evolvere la comprensione del funzionamento dei livelli 6 e 7.
Quindi abbiamo i 7 livelli di risposta:

I 7 livelli di risposta:
• La fuga
• La risposta emotiva
• La risposta consapevole e centrata
• La risposta intuitiva
• La risposta creativa
• La risposta dell’alto consiglio
• La risposta divina

La via bassa - i primi due livelli di risposta sono denominati "la via bassa" perché riflettono le nostre tendenze più basse, non richiedono alcuna disciplina da parte nostra. Noi tutti siamo abbastanza sviluppati per questo livello che si presenta automaticamente quando sorge la situazione di stress o conflitto. Quando prendiamo la via bassa in risposta allo stress non c’è trasformazione né risoluzione del conflitto.

1. La risposta lotta/fuga

A questo livello di coscienza quando si affronta una situazione stressante, questa è percepita come un pericolo e una minaccia alla nostra sopravvivenza. Tutte le risposte sono guidate dalla necessità di sopravvivere e le opzioni di risposta (allo stress ed al conflitto) sono molto basiche e limitate. A questo livello tutte le risposte sono guidati dalla PAURA. Questo è il sistema operativo base del nostro hardware. Il mondo è visto in funzione della sopravvivenza ed i valori sono vinci o perdi. vivi o muori. Quando veniamo stressati da qualcosa, questo qualcosa la combattiamo o scappiamo da essa.

Vivi o muori

Cos'è l’aikido a questo livello? Bene, non è realmente aikido. Non ci sono spazi per la consapevolezza di se, o per altro, e non ci sono spazi per l’armonia. Qui la paura è la motivazione primaria ed effettiva. Semplicemente, vivi o muori. Effettivamente, le tecniche d’aikido possono essere applicate, ma quasi certamente saranno vuote di tutti i principi dell’aikido.

2. La reazione emotiva

Avendo sviluppato l’abilità di superare (o, più esattamente, sopprimere) la paura e di controllare le reazioni fisiche della risposta lotta/fuga, ci si evolve al livello di risposta emozionale alle situazioni di stress. In altre parole, usando le nostre emozioni per prendere “la Via”. A questo livello di coscienza ci identifichiamo con le nostre emozioni e ci troviamo all’interno di un dramma emozionale come risposta per la sopravvivenza. Quattro generalizzazioni del dramma emozionale sono:
. Minaccioso o arrabbiato
. simpatico o falsamente allegro
. Testardo o indifferente,
. fai la vittima, o povero me

Il dramma emozionale è il sistema operativo a questo livello,sia che la risposta alle situazioni di stress sia attiva o passiva. Qui la risposta di fuga/lotta non è più socialmente accettabile ed i drammi emozionali si trasformano in relazioni sociali, nei rapporti personali e professionali. Sono molto efficaci nel ricevere il nostro senso in conflitto.

La verità è che molto spesso, queste risposte emozionali allo stress ed al conflitto trasformano il nostro primario sistema operativo contro lo stress. Quando queste tendenze si insinuano nella nostra pratica dell’aikido, esse producono un contesto emozionale altamente manipolativo, non autentico e frammentato. La combinazione delle tecniche di aikido con i drammi emozionali fanno si che il contesto della pratica sia molto personale e l'effetto è spesso nocivo.

Questi primi due livelli di risposta sono presenti nel cervello dei rettili (vecchio di 300 milioni di anni) e sono profondamente condizionati nel nostro essere biologico. Siamo strettamente legati alla paura e ci addentriamo nel dramma emozionale. Sarebbe evidente che questi due livelli di risposta non sono destinati a risolvere il conflitto e neanche a trasformarlo. Piuttosto, sono destinati a proteggere, difendere, controllare, manipolare e mantenere lo status quo. Sono funzioni più basse nelle quali rientra tutto ciò che è un modo pre aikido, di trattare con lo stress ed il conflitto.

Quando nella nostra pratica si attivano questi livelli di risposta, l’aikido inteso come “alto livello di disciplina” viene ridotto ad un basso livello, pre aikido, tendenzialmente di bassa lega.

Come ci evolviamo?

La paura deve essere vinta. Le emozioni devono essere dominate. Questo nè negando nè sopprimendo queste tendenze,perchè sono in noi. La negazione e la soppressione frammenteranno solo parti di noi stessi e spingeranno queste tendenze nell'ombra (che torneranno a morderci quando non stiamo guardando).Per poter trasformare queste tendenze, dobbiamo accettarle, lavorarle e integrarle in noi stessi. Per
trascendere queste tendenze dev’esserci la consapevolezza della scelta. Il primo passo sul sentiero della “alta via” dell’aikido o di ogni disciplina basata sulla consapevolezza,inizia con la scelta.

Osate?

la Via Alta –la scelta creativa

I seguenti livelli di risposta sono denominati "le risposte dell'alta via" perché sono il cammino che conduce alle più alte risposte ed alla trasformazione della tensione e del conflitto. Scegliere coscientemente di andare oltre la nostra natura “di base” ancora bassi,camminiamo attivamente verso la “via alta”. Questo è il “Do”, (la Via) sulla quale tutti dobbiamo camminare nell’aikido. E inizia con lo svegliarci.


3. La risposta consapevole

Questo è l'inizio del nostro percorso e la pratica dell’aikido comincia con l’allenamento alla consapevolezza. Comincia con noi stessi. Quando facciamo un passo su un "sentiero", qualsiasi sentiero, stiamo camminando sul sentiero di noi stessi.

Quali sono le caratteristiche "della risposta consapevole e centrata"?
• Quando lo stress ai manifesta avete la capacità' di essere concentrati su
voi stessi.
• La fuga/lotta può manifestarsi come una reazione di scatto del ginocchio ma
la consapevolezza centrata non viene sopraffatta.
• La risposta emotiva si manifesta ma avete la capacità di stare centrati nella
vostra consapevolezza.
• "la capacità" della nostra consapevolezza è più grande e comprende le nostre
"tendenze della strada bassa".
• La paura è significativamente ridotta.

Modi di sviluppare la consapevolezza centrata:
• imporsi una meditazione quotidiana.
• Create nella vostra vita un ambiente controllato e tranquillo, un "punto di
partenza" della consapevolezza concentrata. Esempio: il dojo, lo studio dello
yoga, del tempo per la contemplazione e la retrospezione, il contatto con la
natura.
• Senti il corpo, senti il respiro (specialmente quando si manifesta lo stress).
• Sii consapevole di essere preda delle nostre "tendenze alla via bassa".
• Sii come "uno specchio", rifletti incessantemente su tutto ciò che si manifesta.

Una volta stabilita una centrata consapevolezza, il nostro aikido prende una qualità impersonale. L'identità si sposta automaticamente lontano da esso e nella consapevolezza di se stesso. Solo quando siamo al punto di essere consapevoli di noi stessi, possiamo connetterci con gli altri. Tutte le fasi più alte della via iniziano con noi stessi.

Zanshin (continua consapevolezza), shisei (posizione), il chushin (centro), l'equilibrio ed il rilassamento sono alcuni principi sviluppati a questo livello.


4. La risposta intuitiva

Questo è l'inizio della nostra pratica di connessione, l’inizio dell’awase (armonizzazione) in aikido. Avendo stabilito una centrata consapevolezza, allora si può incominciare a collegarsi con gli altri. Conoscendo noi stessi, si può cominciare a conoscere l'altro.

Modi in cui si manifesta la risposta intuitiva:
• Sono concentrato non soltanto nel corpo ma so realmente cosa sta accadendo.
• La capacità di riconoscere cosa sta osservando l'altro, sentendo ciò , di cui ha
bisogno.
• Non soltanto si è consapevoli di se stessi, ma anche del contesto in cui la
situazione si manifesta.
• L'intuizione è una forma di intelligenza. Non un'intelligenza razionale, ma piuttosto
contestuale, olistica e relazionale. Non è orientata al vincere/perdere, e neanche
conta su una spiegazione di causa/effetto.
• Si ha sia l’abilità di "essere" che di “essere con”. Si è sia profondamente
presenti che profondamente connessi.
• Le risposte si manifestano appropriatamente come riflesso delle altre azioni.
• Ci si connette con l’altro senza paura.

Come accedere:
• Creando una centrata consapevolezza col terreno.
• Collegandosi con l’altro. Fisicamente e non, relazionandosi emotivamente,
energeticamente contestualmente e così via.
• Mantenendo un costante contatto con lo sguardo.
• Osservando e percependo sia i bisogni degli altri che l’ambiente.
• Andando oltre l’accontentarti della soddisfazione di cosa si sta facendo in quel
contesto.
• Quando la soluzione intuitiva si manifesta, essere presenti, agire.

In aikido relazionarsi ad altri a questo livello è impersonale, onesto e diretto. Nel nostro allenamento c’è cooperazione e accordo, capacità di incontrarsi. L’Awase a questo livello diventa raffinato, e si manifesta in tecniche funzionali e fluide. Questo è l’inizio del nostro allenamento al jyu waza. Dal corpo iniziano ad evolvere spontaneamente tecniche e qui si è compreso chiaramente l’applicazione del rapporto in aikido.

Il Ki Musubi (connessione di energie, l’awase (relazionarsi), il maai (la corretta distanza ) ed il metsuki (contatto visivo) sono alcuni principi da stabilire a questo livello.

5. La risposta creativa

Al livello di risposta creativa " il sistema delle intelligenze" prende coscienza. Si ha la capacità di afferrare molteplici prospettive e di vedere sempre più la complessità. Le risposte a questo livello sono radicalmente impersonali e sono determinate "dall'intelligenza del sistema".

Modi per sviluppare la risposta creativa
• È necessario avere una visione per il risultato voluto.
• Aprirsi a tutte le prospettive come canali d’informazione
• Aumentare la capacità di calarsi nella non-mente, o nell'Essere
• Mantenere la visione intuitiva a cui attingere nel contesto
• Abbracciare l'incertezza. Accettare di non sapere quale sarà il risultato, nè quando
verà.
• Fidarsi del processo e lasciar perdere la necessità di controllare
• Rendersi disponibili per quando l’intuizione avviene fuori dal contesto
• Quando la risposta creativa si manifesta, metterla in pratica immediatamente
• Riconoscere che facciamo parte di un vasto sistema nello stress. Siamo una parte
integrante dello stress che ci permette di arrivare ad una parte integrante della
soluzione.

Soluzioni multiple
A questo livello in aikido si è altamente integrati nel corpo, nella mente e nella forma/principio.Essendo connessi alla consapevolezza di se e degli altri, e avendo raggiunto la padronanza tecnica, i principi dell’aikido sono on line. Si comprende che
il conflitto è "sistema nello stress" e che le soluzioni sono un processo generato dall' intelligenza del sistema. Sapere che siamo una parte di più grande sistema ci dà la capacità di allinearci con la sua intelligenza e di ottenere le informazioni necessarie per portare l'equilibrio al sistema.

Questo livello di sviluppo descritto sopra è definito "in muga, mushin" (nessun corpo, nessuna mente). Si risveglia il principio del "takemusu aiki"
ed il suo aikido si trasforma in un'espressione spontanea e creativa di armonia nella relazione.

6. La risposta dell’alto consiglio (Saggi e Veggenti)

• Questa è la capacità di tenere sotto controllo le energie archetipiche
• Quando le energie archetipe arrivano on line orchestrate attraverso voi.
• Il leader visionario
• Il leader mitico e l'archetipico
• Assenza della motivazione egoistica
• Rappresenta le aspirazioni più della coscienza collettiva

Operando al sesto livello:
• Si capisce la non-localizzazione (il vuoto).
• Si capisce il ruolo di massa critica della conoscenza.

Il vuoto è forma e la forma è vuoto. Saggi e veggenti cspiscono questo a livello profondo.

7. La risposta divina

• Il punto di riferimento interno è universale
• Trasformazione dell'io personale nell'io universale
• "uchu soku ware / ware soku uchu “ io sono l'universo, l'universo è me" - O Sensei
• Capacità di vedere l'universale nel particolare ed il particolare nell'universale
• Essere nell'Amore

*Senza la pratica, il 99% delle volte le persone seguiranno i primi 2 tipi di risposte. L’1% delle volte avranno la capacità di essere collegati nelle più alte risposte. Per evolverci, dobbiamo praticare.


The evolution of response

When we look at aikido put into an integral context, one of the perspectives we need to take is that of levels of consciousness. Admittedly, speaking about levels is a tough sell as it ranks into higher and lower which seems to go against Aikido's philosophy of harmony and oneness. However, I am convinced that opening up to this perspective gives us a valuable orientation that helps raise above and transform our lower tendencies, and then develop and actualize our higher potentials in the art.

Most people will accept the theory of evolution, that everything from organisms, to societies, to technologies, to organizations evolve. But when we apply evolution at the level of consciousness, that there are higher perspectives and lower perspectives, there are those who have a harder time accepting this.

The following is an attempt to look at this evolutionary trajectory as applied to our aikido practice. Specifically, I want to look at our primary field of practice in aikido, conflict and stress. And how we choose to respond.

To do this I will use a scale with 7 levels of response to stressful situations (these roughly correspond to the 7 chakras). These levels are loosely based on a teaching by Deepak Chopra in a workshop of his I attended. As he laid out the 7 levels I was struck at how accurately they corresponded to the development I see both in myself and in working with aikido students. In places I have elaborated on the original teaching to more accurately reflect what I see in aikido. I also added the "low-road/ high-road" distinctions to create a clear differentiation of what is "path" and "not path" in aikido. However, I must admit that this is still a work in progress for me and that a working understanding of the higher levels 6 and 7 is still evolving. So, here they are:

The 7 levels of response:
• The Flight/ flight response
• The Emotional reaction
• Centered Awareness response
• The Intuitive response
• The Creative response
• The Higher Guidance response
• The Divine response

The Low Road - The first two levels of response are called the "low road" because they reflect our lower tendencies require no discipline on our part. We are all quite developed at these levels and they arise automatically in the face of conflict and stress. When we take the low road in responding to stress there is no transformation, nor resolution of conflict.

1. The Flight/ flight response

At this level of consciousness when faced with a stressful situation it is perceived as a danger and a threat to ones very survival. All responses are driven by the need to survive and the options to respond are very basic and limited. At this level of all responses are driven by FEAR. This is our basic survival “operating system” of which we are all hardwired. The world view is about survival, the values are win or lose, live or die. When we become stressed by something, we either fight it, or we run from it.

Survive or die

What is aikido like at this level? Well, it's not really like aikido. There is no room for awareness of self, or other, and no room for harmony. Fear is the primary and effective motivator here. Simply survive, or die. Admittedly, aikido techniques can be applied at this level but almost certainly they will be void of any aikido principles.

2. The Emotional reaction

Having developed the ability to overcome (or, more accurately, suppress) fear and control physically acting out of the fight/ flight response, one evolves to the level of emotional manipulation in response to stressful situations. In other words, using our emotions to get our way. At this level of consciousness we are identified with our emotions and we enter into an emotional drama as a response to survive. Four generalizations of the emotional drama are:
• Nasty, or angry
• Nice, or falsly cheerful
• Stubborn, or indifferent
• Playing the victim, or poor me

Whether active or passive in response to stressful situations, the emotional drama is the operating system at this level. Here the fight/ flight response is no longer socially acceptable and the emotional dramas become the reference in personal, professional and social relationships. They are very effective in getting our way in conflict.

The truth is that more often than not, these emotional responses to stress and conflict become our primary operating system against stress. When these tendencies sneek into our aikido training they set an emotional context that is highly manipulitive, inauthentic, and fragmented. The combination of aikido's techniques with the emotional dramas makes the context of the tranining very personal and the affect is often toxic.

These first two levels of responses are centered in the reptilian brain (300 million years old) and are deeply conditioned within our biological make up. We are hard wired to fear and go into emotional dramas. It should be self-evident here that these first two levels of response are not designed to resolve conflict, nor are they transformational. Rather, they are designed to protect, defend, control, manipulate and maintain the status quo. They are lower functions within us all that are pre-operational and pre-aikido ways of dealing with stress and conflict.

When these level of response are activited in our training, then aikido as a "high level discpline" gets reduced to low level, pre-aikido, low road tendencies.

How do we evolve?

Fear must be overcome. Emotions must be mastered. This is not by denying nor suppressing these tendencies, as they are us. Denial and suppression will only fragment parts of ourselves and push these tendencies into our shadow (only to come back and bite us in the ass when we’re not looking). To transform these tendencies they must be accepted, worked through, and integrated into our sense of self. To transcend these tendencies there has to be awareness and there has to be choice. This is the first step on the path of the “high road”, of aikido, or any awareness based discipline.

It begins with choice.

do you dare?

The High Road - The Choice Maker

The following levels of response are called the “high road” responses because they are the way that lead to higher responses and transformation of stress and conflict. By consciously choosing to go beyond our basic, yet lower, nature we actively step onto the “high road”. This is the “do” (path) that all must walk in aiki-do. And it begins with waking up.

3. Centered Awareness response

This is the beginning of our path, and aikido practice begins with awareness training. It begins with ourselves. When we step on a "path", any "path", we are walking the path towards ourself.

What are characteristics of the “centered awareness response”?
• When stress arises you have the ability to stay centered in yourself.
• The flight/ flight may arise as a knee jerk reaction but does not overwhelm the centered awareness.
• The emotional response arises but you have the ability to stay centered in your awareness.
• The “capacity” of our awareness is greater than, and inclusive of our “low road” tendencies.
• Fear is significantly reduced

Ways of developing Centered Awareness:
• Establish a daily meditation.
• Create in your life a controlled and quite environment, a “home base” of centered awareness. Ex.: the dojo, the yoga studio, quite time for contemplation and retrospection, communing with nature.
• Feel the body, feel the breath (especially when stress arises).
• Be aware of getting pulled into our “low road” tendencies.
• Be like a “mirror”, choicelessly reflecting on all that is arising.

When established in centered awareness our aikido takes on an impersonal quality. The identity shifts away from self and into awareness itself. Only to the extent that we can be aware of ourselves can we connect with another. All the higher stages on the path begin with ourself.

Zanshin (sustained awarness), shisei (posture), chushin (center), balance and relaxation are some principles developed at this level.

4. The Intuitive response

This is the beginning of our connection practice, the beginning of “awase” (harmony) in aikido. Being established in centered awareness one can then begin to connect with the other. Knowing oneself, one can then begin to know the other.

Ways the intuitive response manifests:
• Not only am I centered in the body but I actually know what is going on.
• The ability to know what the other is observing, feeling and needing.
• Not only is one aware, but also aware of the context in which the
situation arises.
• Intuition is a form of intelligence. Not a rational intelligence, but rather
contextual, holistic and relational. It does not have the win/lose orientation,
nor does it rely on cause/ effect explanation.
• One has the ability to both "be" and "be with". One is both deeply present and
deeply connected.
• Responses arise appropriately as a reflection of the others actions.
• Fearlessly connecting with other.

How to access:
• Create a grounded centered awareness.
• Connect with other. Physically and non-physically, relationally, emotionally,
energetically, contextually, and so on.
• Fearless eye contact.
• Scan and sense the needs of others and, or the environment.
• Go beyond the content by sensing what is going on in the context.
• When the intuitive solution arises, act.

In aikido when we relate to other from this level it is impersonal, honest and direct. In our training there is a cooperation and an understanding of where to meet in ability. The "awase" becomes more refined at this level and it manifests in smooth and functional techniques. This is the beginning of our "jiyu-waza" training. We begin to develop a spontaneous fluency of the body of techniques, and there is a clear and inclusive application of the principles of the aikido relationship.

Ki musubi (energetic connection), awase (blending), maai (combative distance), and metsuki (visual contact) are some principles to establish at this level.

5. The Creative response

At the level of the creative response “systems intelligence” comes into consciousness. One has the ability to take multiple perspectives and increasingly see complexity. Responses at this level are radically impersonal and are informed by the "intelligence of the system".

multiple perspectives

Ways to develop the creative response:
• It is necessary to have a vision for a desired outcome.
• Open to all perspectives as channels of information.
• Increase the ability to drop into no-mind, or Being.
• Holding the vision intuitively tap into the context.
• Embrace uncertainty. Accept that you don’t know what the outcome will be, or
when it will come.
• Trust in the process and let go of the need to control.
• Make yourself available for insight to arise out of the context.
• When the creative response arises put it into practice immediately.
• Recognize we a are part of a larger system in stress. We are an integral part
of the stress allows us to become an integral part of the solution.

multiple solutions

At this level in aikido one is highly integrated in mind/ body, and form/ priciple. Being grounded in self/ other awareness and having reached technical profeciency, the principles of aikido have come more fully on-line. Conflict is understood as the "system in stress" and solutions unfold as a process that is informed by the intellegence of the system. Knowing that we are a part of a larger system gives us the ability to align with its intellegence and gain the information necessary to bring balance to the system.

At this level of development on is established in "muga, mushin" (no self, no mind). The principle of "takemusu aiki" awakens and one's aikido becomes a spontaneous and creative expression of harmony in relationship.

6) The higher guidance response (Sages and Seers)

• This is the ability to tap into the “archetypal energies”
• When the archetypal energies come on-line synchronicity orchestrates through
you.
• The visionary leader
• The archetypal/ mythical leader
• Absence of selfish motivation
• Represents the highest aspirations of the collective consciousness

When operating at the 6th level:
• One understands non-locality (emptiness).
• One understands the role of critical mass of consciousness.

emptiness is form, form is emptiness

Seers and sages understand this at a deep level.

7) The Divine response

• The internal reference point is universal
• Transformation of the personal self into the universal Self
• "uchu soku ware, ware soku uchu" / "I am the universe, the universe is I"
- O Sensei
• Ability to see the universal in the particular, and the particular in the
universal
• Being-in-Love

*Without practice 99% of the time people will follow the first 2 types of responses. 1% of the time they will have the capacity to be grounded in the higher responses. To evolve, we must practice.

domenica 14 febbraio 2010

Aikido Kangeiko a Moncalieri

07 Febbraio 2010

Domenica mattina…sveglia presto, la borsa è già pronta dalla sera prima….la giornata è soleggiata, rispetto al freddo polare ed alla neve dei giorni precedenti è già un ottimo inizio. Mi aspettano un settantina di Km ed una lezione di Aikido con gli amici di Yuki, che gentilmente mi hanno invitato a partecipare. Si pratica Aikido, e questo mi piace.


Appena arrivata la prima sorpresa: Ivana, una mia amica con cui condivido un'altra grande passione e che non vedevo da qualche tempo è sul tatami….s’inizia bene! Altra piacevole sorpresa è stata vedere sul tatami un’alta percentuale di donne.



Bellissima atmosfera sul tatami, molta disponibilità e pazienza da parte di tutti per mettermi a mio agio in un ambiente per me nuovo.

Il significato che ho voluto dare a questa giornata di “esplorazione” è stato nel cercare di parlare il medesimo linguaggio nonostante le differenze dell’approccio didattico per ritrovarsi, alla fine, uniti da una medesima passione a condividere il sudore della pratica.

Si dice che la pratica dell’Aikido porti in se una crescita intrinseca, molte volte identificata con il miglioramento tecnico. Indubbiamente, la pratica costante porta un affinamento della tecnica……aspetto più tangibile ed evidente ma non l’unico.

Dietro questo aspetto se ne nasconde un altro, meno tangibile del precedente e che ogni tanto fa capolino: la possibilità di utilizzare spontaneamente la tecnica, finalmente liberi di aprirsi al nuovo ed accettare l’incognito.
Ed è stato proprio domenica mattina che questo mi è apparso chiaro.

Curioso come in alcuni casi, trovandomi in difficoltà, il mio corpo - o forse la mia mente – non ha reagito spontaneamente ma ha cercato sicurezza nel conosciuto, nella tecnica e nei movimenti che il mio corpo già conosceva.

Mi sono resa conto che questo non era il modo giusto, mi stavo letteralmente aggrappando alle mie sicurezze, ma queste man mano si facevano sempre più scivolose. Io non ero li per trovare conferme, ma per imparare a lasciare andare….così ci ho provato, ho tolto il piede dal freno ed ho lasciato che accadesse quello che doveva accadere.



E’ stato davvero bello praticare provando a non opporre resistenza fisica ma soprattutto mentale, curiosa di scoprire come avrei reagito in questo contesto per me nuovo.

Gli aspetti tecnici con cui siamo soliti condire la nostra pratica non sono meno importanti degli aspetti relazionali che si instaurano sulla materassina, mi è piaciuto molto mettermi in gioco ed uscire dai soliti schemi, schemi che ci forniscono una sicurezza che si rivela illusoria quando ci raffrontiamo a modalità per noi inusuali.


Ho accettato le regole del gioco, ed il gioco mi è piaciuto.

E mi sono piaciute le persone che ho conosciuto e con cui ho praticato. Grazie ai padroni di casa, i Maestri Christian e Sergio: ospitali e premurosi….per una giornata mi sono sentita parte del loro bel gruppo.

Gli amici di Yuki mi perdoneranno se utilizzo in questo Blog alcune delle loro foto a ricordo della bella giornata trascorsa insieme.

sabato 16 gennaio 2010

Miles Kessler – A martial artist making a difference

Il testo è pubblicato grazie alla gentile concessione del suo autore Paul Rest amico e Aikidoka americano.
Il link da cui è tratto l'articolo è:
http://www.examiner.com/examiner/x-5948-SF-Martial-Arts-Examiner~y2010m1d13-Miles-Kessler--A-martial-artist-making-a-difference

Miles Kessler visited the Bay Area last week when he taught a class at Aikido of Berkeley. Miles, a 5th dan in Aikido, teaches in Israel and on the West Bank. He also teaches workshops and seminars here in the United States and throughout the world.

Miles is connected to many in the Bay Area Aikido community through his work with Aiki Extensions (AE), Training Across Borders (TAB), Aikido Without Borders and the Middle East Aikido Project. Robert Kent, Jamie Zimron and David Lukoff, all of whom have been profiled here earlier, work closely with Miles in this critical work defusing tensions and bringing understanding to the various national, religious and ethnic divisions in the Middle East.

At the event last Tuesday, Miles spoke after class about the Aikido classes being held in West Bank locations. He said that there was genuine excitement that this art was being offered. And that it was a way of connecting Palestinians and Israelis. Miles, who is an American, has worked to make his own dojo in Israel open to everyone.

One of the important aspects of Miles’ teaching is an on-going questioning about not only breaking down barriers between cultures but within ourselves. How can we challenge and confront what we have built within ourselves? To demonstrate this, the class he taught Tuesday night included a very unusual high fall.

Falls in Aikido can best be described as launching yourself through time and space but knowing where you are going to land. The high fall Miles demonstrated with an able uki from Kayla Feder Sensei’s dojo was one where one was falling over an extended knee. Rather than look where the landing was to take place (always a good course of action), this was literarily a backwards fall based on trust—trust of the person throwing you (or in this case, allowing and helping you fall) and that the body knew what to do. The eyes were kept forward and in one motion the body let itself go and draped over the extended knee.

Everyone in the class had to ask: “Am I willing to take this fall? Do I trust myself, my body that much?” Leaps of faith occurred on the mat as those at the class worked together, trying to master this new fall. Miles explained over and over, “Trust your body. It knows what it is doing.”

Miles' pioneering work with his teaching is about extending beyond, moving beyond barriers and boundaries. The Bay Area is fortunate when Miles visits and shares his vision of how Aikido can be a powerful transformative force for good in places that have been in conflict for thousands of years.

When Miles returns, I’ll update his profile with information on where he will teach classes in the Bay Area.

In addition to his Aikido, Miles is a student and practioner of Vipassana Meditation. He is part of the iEvolve Gobal Practice Community is the Founder and Chief Instructor of Integralaikido in Tel Aviv.

Mils Kessler is indeed, a martial artist who is making a difference! Keep up the good work, Miles!

You can contact Miles on Facebook or directly at info@integralaikido.org

The top two photos are from Mile Kessler's web site. His training partner in the second photo is Ola Karasik. The bottom photograph was taken by this writer